AFFARI IN PIAZZA: Dal ritorno in Borsa Mps cede 24%, Tesoro nei guai

Affari in Piazza is a daily column by our Rome-based senior correspondent. It is exclusive to Alliance News IS Professional. Here’s an example:

15 Nov 2017
ROMA (Alliance News) – Il Monte dei Paschi di Siena ha perso un quarto del proprio valore da quando è tornato in Borsa e la preoccupazione al Tesoro, azionista di maggioranza suo malgrado, sale di giorno in giorno. A metà pomeriggio, il titolo Mps era in flessione del 5,9% a EUR3,45 innervosito anche dai riflettori che tornano ad accendersi su Rocca Salimbeni, con la commissione d’inchiesta parlamentare sulle banche.

Gli analisti, prima del rientro a Piazza Affari del 25 ottobre scorso, avevano previsto una forte volatilità del titolo e non a caso Consob aveva studiato con grande attenzione il dossier Mps, ritardando un po’ i tempi della rentrèe. Alla fine, l’azione aveva esordito a quota EUR4,55 alla fine del primo giorno di contrattazioni. Un terzo del valore di Natale precedente, dopo che il titolo fu sospeso a seguito di un crollo del 40%.

La capitalizzazione di Borsa al 25 ottobre era dunque pari a EUR5,18 miliardi e il Tesoro aveva espresso soddisfazione, facendo trapelare che “la banca è tornata a svolgere il fondamentale ruolo di erogare il credito a famiglie e imprese” e che “il management, a cui va il nostro sostegno, deve ora riportare la banca a produrre utili”.

Dopo venti giorni di montagne russe, Mps capitalizza ora appena EUR3,93 miliardi, ovvero il 24% in meno rispetto all’esordio. Per i conti pubblici italiani rischia di essere un salasso che non passerà inosservato a Bruxelles.

Sul visto calo “pesa sicuramente il timore sulla stretta della Bce in materia di crediti deterioriati”, osserva un analista di una grossa banca d’affari. Ma di certo non rasserena il clima anche il fatto che la banca continui a essere “disturbata” dalle notizia di cronaca giudiziaria e politica, che vanno dalle domande sempre nuove sul misterioso suicidio di David Rossi al giallo ancora non risolto dei derivati-killer Alexandria e Santorini.

Ma il ministro Padoan è sotto pressione anche sul fronte politico, dove da sempre i vari Piero Fassino, Massimo D’Alema, Pierluigi Bersani e Franco Bassanini seguono con grande preoccupazione ciò che accade al Monte.

E poi c’è il segretario del Pd, Matteo Renzi, che da qualche settimana veste i panni del “vendicatore” delle malefatte bancarie del recente passato e con i suoi collaboratori non manca di sottolineare un dato impietoso: Via XX Settembre si sta svenando per l’ex banca “rossa”.

In effetti il Tesoro ha pagato EUR6,49 le azioni di Mps in sede di ricapitalizzazione e compra a EUR8,65 le azioni rivenenti dai bond subordinati. Azioni che adesso valgono poco più della metà.

Insomma, gli uomini di Padoan hanno speso EUR3,85 miliardi per evitare il bail-in del Montespaschi e il 25 ottobre il Tesoro era già sotto di un miliardo di euro. Quando la ricapitalizzazione sarà conclusa, il rischio è che il 70% detenuto a Siena valga appena EUR2,75 miliardi.

Il titolo a EUR3,45 sorprende parzialmente anche gli analisti, che dal ritorno in Borsa della banca guidata da Marco Morelli si aspettavano decisamente di meglio. Equita vedeva un target price a EUR4,3 mentre Banca Akros puntava a quota EUR4,6.

Da ricordare poi che se oggi il titolo Mps è sprofondato a quota EUR3,45, pochi giorni prima del ritorno a Piazza Affari il Cds sulle obbligazioni di Siena passava di mano a un valore che prezzava l’azione non più di EUR4,28.

Di Francesco Bonazzi; francescobonazzi@alliancenews.com

Copyright 2017 Alliance News IS Italian Service Limited. Tutti i diritti riservati.