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Covers every Milan-listed company and much more in Italian language.
The Italian service, IS as we call it, is a complete real-time news service that is not just for financial professionals and active traders but also for general business users and bank employees. It is written in Italian by Italian reporters and editors based in London, working with local correspondents.
IS covers every Milan-listed company, including small-caps and growth stocks. Our markets coverage tells you which stocks are moving, which are about to move, and why.
To complete the picture, IS includes top Italian and global economic, political and general news, reporting on influential global blue chips, and commentary on the foreign exchange, fixed income and commodities markets as well.
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Copre tutte le società quotate a Milano e molto altro, in lingua italiana.
Il servizio italiano, che chiamiamo IS, è un servizio di notizie in tempo reale completo, pensato non solo per professionisti della finanza e trader attivi ma anche per utenti business e dipendenti bancari. È scritto in italiano da giornalisti ed editor italiani basati a Londra, in collaborazione con corrispondenti locali.
IS copre tutte le società quotate a Milano, incluse small cap e PMI. La copertura dei mercati segnala quali titoli si stanno muovendo, quali potrebbero muoversi a breve e perché.
Per offrire un quadro completo, IS include anche notizie macroeconomiche, politiche e di attualità italiane e globali, con approfondimenti sulle principali blue chip internazionali e analisi su valute, fixed income e materie prime.
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Key Features
Flash Headlines
Le flash headlines diffondono le notizie rapidamente agli abbonati del servizio professionale di Alliance News. Utilizziamo sia giornalisti sia tecnologie automatizzate per ottenere la migliore combinazione possibile di velocità e rilevanza. Grazie all’AI, forniamo immediatamente i dati principal mentre i nostri giornalisti individuano le notizie meno evidenti ma potenzialmente più rilevanti per il mercato. I principali annunci sono anticipati dalla nostra funzione esclusiva “Get Ready”, che presenta le stime di consenso.
Flash Headlines
*Juventus Football Club ha toccato il low a 52 settimane a EUR1,946 ad azione
Fri 27 Mar 2026 11:30 GMT
*Yakkyo ha toccato il massimo a 52 settimane a EUR1,49 ad azione
Fri 27 Mar 2026 11:29 GMT
*Directa SIM ha aggiornato il massimo a 52 settimane a EUR6,54 ad azione
Fri 27 Mar 2026 11:29 GMT
*SOL ha aggiornato il massimo a 52 settimane a EUR55,20 ad azione
Fri 27 Mar 2026 11:28 GMT
*Tenaris ha toccato il massimo a 52 settimane a EUR25,40 ad azione
Fri 27 Mar 2026 11:27 GMT
*L’euro passa di mano a USD1,1510 mentre la sterlina scambia a USD1,3301
Fri 27 Mar 2026 11:26 GMT
*Lo spread tra BTP e Bund si attesta a quota 101 punti
Fri 27 Mar 2026 11:26 GMT
*Fed New York, attivata una nuova facility swap in USD per la BCE
Fri 27 Mar 2026 11:25 GMT
*Piazza Affari, sul MIB put/call ratio a quota 0,62
Fri 27 Mar 2026 11:25 GMT
*MPS è il titolo più scambiato per controvalore con volumi per EUR130,3 mln
Fri 27 Mar 2026 11:24 GMT
*Amplifon è in vetta al MIB con il 2,6%; STMicroelectronics cede il 5,1%
Fri 27 Mar 2026 11:23 GMT
*Il FTSE MIB prosegue gli scambi in ribasso dell’1,5% a 43.028,84 punti
Fri 27 Mar 2026 11:22 GMT
Extra
Approfondimenti delle principali notizie del giorno, con maggiori dettagli, analisi più approfondite e reazioni di mercato. È il nostro articolo “da giornale del giorno dopo”, pubblicato però lo stesso giorno.
Extra
16 Mar 2026 12:38 GMT
EXTRA: L’acquisizione di Commerzbank da parte di UniCredit “ha senso”
(Alliance News) – Le mosse di UniCredit Spa verso una possibile acquisizione di Commerzbank AG appaiono sensate agli osservatori di mercato, secondo un analista, anche se al momento la stessa Commerzbank sembra poco convinta.
La banca milanese UniCredit ha dichiarato lunedì di aver lanciato un’offerta volontaria di scambio per aumentare la propria partecipazione in Commerzbank AG oltre il 30% “senza raggiungere il controllo”, in un’operazione che valuta l’istituto tedesco circa EUR35 miliardi. Il periodo di offerta, della durata di quattro settimane, inizierà all’inizio di maggio, mentre il regolamento dell’operazione è previsto entro la prima metà del 2027.
UniCredit possiede già circa il 26% della banca con sede a Francoforte, oltre a un ulteriore 4% tramite total return swap. La normativa tedesca stabilisce che un azionista detiene il “controllo” di una società quando i diritti di voto superano il 30%, fatto che fa scattare l’obbligo di presentare un’offerta pubblica di acquisto.
“L’offerta è progettata per superare il limite del 30% previsto dalla legge tedesca sulle OPA e favorire un dialogo costruttivo con Commerzbank e i suoi stakeholder nelle prossime settimane”, ha aggiunto UniCredit. Tra questi figura anche lo Stato tedesco, che detiene circa il 12% del capitale e in passato si è opposto alle mosse della banca italiana.
L’Autorità federale di vigilanza finanziaria tedesca determinerà il rapporto di scambio dell’offerta, anche se UniCredit ha indicato di attendersi un rapporto pari a 0,485 azioni UniCredit per ogni azione Commerzbank. Questo valuterebbe Commerzbank circa EUR30,8 per azione.
LBBW ha ridotto lunedì mattina il prezzo obiettivo su UniCredit a EUR70 da EUR80, confermando la raccomandazione “hold”.
Nel frattempo, Max Harper, senior analyst di Third Bridge, ha commentato: “I nostri esperti ritengono che l’acquisizione di Commerzbank da parte di UniCredit abbia senso, considerando la complementarità delle rispettive presenze regionali e della base clienti, con una sovrapposizione minima.
“Commerzbank, nello stato attuale, è ben posizionata per beneficiare di fattori favorevoli come lo stimolo fiscale tedesco grazie alla sua base di clienti Mittelstand, simile a quella di UniCredit.”
Ha aggiunto: “Nonostante ciò, i nostri esperti evidenziano criticità nell’attuale strategia, ritenendo che gli obiettivi del piano Momentum 2028 siano troppo ambiziosi. Questo è aggravato da una mancanza di scala, che potrebbe richiedere una fusione o un’acquisizione, rafforzando ulteriormente la logica dell’offerta.”
Nel trading update di febbraio, tuttavia, Commerzbank ha confermato i propri obiettivi al 2028 nell’ambito della strategia “Momentum”. La banca prevede un rendimento netto sul capitale tangibile del 15%, un rapporto costi/ricavi del 50%, un coefficiente Common Equity Tier 1 del 13,5% e un utile netto di EUR4,2 miliardi.
Commerzbank prevede inoltre per il 2026 un utile netto superiore all’obiettivo originario del piano Momentum pari a EUR3,2 miliardi, sulla base di una stima rivista di circa EUR8,5 miliardi per il margine di interesse.
Già a novembre gli analisti di Scope Ratings avevano definito la strategia “ambiziosa, ma realizzabile se i fattori macroeconomici evolveranno come previsto”.
Gli analisti avevano aggiunto: “La strategia di Commerzbank da quando UniCredit ha iniziato ad accumulare partecipazioni è stata quella di concentrarsi sui propri punti di forza come entità indipendente e di realizzare gli ambiziosi KPI previsti dal piano 2028, oltre ad aumentare la remunerazione degli azionisti per sostenere il prezzo del titolo.”
Più tardi nella mattinata di lunedì, Commerzbank ha “preso atto” dell’annuncio di UniCredit, ma ha dichiarato che l’offerta “non è stata concordata con Commerzbank”.
“Questa iniziativa non è coordinata con noi”, ha commentato l’amministratrice delegata Bettina Orlopp.
La banca ha inoltre osservato che l’annuncio di UniCredit “non include ulteriori informazioni sui termini chiave di un’operazione in grado di creare valore”, che “costituirebbero una base necessaria per eventuali discussioni”.
“La nostra massima priorità è creare valore sostenibile per i nostri azionisti e per tutti gli stakeholder di Commerzbank”, ha affermato Orlopp. “Siamo convinti della forza e del potenziale della nostra strategia, che punta su indipendenza e crescita redditizia. Il rapporto di scambio indicato nell’annuncio non include di fatto alcun premio per i nostri azionisti”.
Il titolo di UniCredit è in ribasso dello 0,1% a EUR63,42 per azione.
Di Emma Curzon, Alliance News reporter, e tradotto da Antonio Di Giorgio
Commenti e domande a redazione@alliancenews.com
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Broker Ratings - Raccomandazioni degli analisti
Le raccomandazioni degli analisti, sia le revisioni dei giudizi sia i cambiamenti dei target price, sono fornite tramite flash headlines e riepiloghi giornalieri. Alliance News adotta un approccio ampio per raccogliere il maggior numero possibile di aggiornamenti da parte dei broker sulle società quotate che seguiamo.
Broker Ratings - Raccomandazioni degli analisti
27 Mar 2026 12:00 GMT
MILAN BROKER RATINGS: Declassate BPM e Saipem, promosse Intesa ed Eni
(Alliance News) – Quanto segue è una selezione di titoli quotati a Milano che hanno ricevuto raccomandazioni degli analisti tra giovedì pomeriggio e venerdì mattina:
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FTSE MIB
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Jefferies alza il target price di STMicroelectronics a EUR35,00 da EUR29,00 con raccomandazione ‘buy’
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Goldman declassa Banco BPM a ‘neutral’ con target price a EUR14,30
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Goldman promuove Intesa Sanpaolo a ‘buy’ con target price a EUR6,90
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Goldman avvia copertura su BPER Banca con indicazione ‘neutral’ e target price a EUR13,70
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Goldman avvia copertura su Banca Monte dei Paschi di Siena con raccomandazione ‘buy’ e target price a EUR10,10
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Mediobanca promuove Eni a ‘outperform’ da ‘neutral’ e alza il target price a EUR28,00 da EUR15,50
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Mediobanca declassa Saipem a ‘neutral’ da ‘outperform’ e alza target price a EUR3,60 da EUR3,30
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Mediobanca alza il target price di Tenaris a EUR25,00 da EUR18,00 con indicazione ‘neutral’
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UBS alza il target price di TErna a EUR9,50 da EUR8,85 con titolo ‘neutral’
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Di Michele Cirulli, Alliance News reporter
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Winners & Losers summary
Analizza i principali rialzi e ribassi del mercato per indice, spiegando le ragioni alla base dei movimenti.
Winners & Losers summary
27 Mar 2026 12:24 GMT
WINNERS & LOSERS: Olidata in vetta su Small; ATON bullish sull’EGM
(Alliance News) – I seguenti sono i migliori e i peggiori titoli del FTSE Small-Cap e dell’Italia Growth di venerdì pomeriggio a Piazza Affari.
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FTSE Small-Cap winners
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Olidata, su del 4,1% a EUR1,41
Aeffe, su del 3,4% a EUR0,21
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FTSE Small-Cap losers
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Gas Plus, giù del 5,7% a EUR6,92
Fidia, giù del 5,5% a EUR0,02
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Italia Growth winners
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ATON Green Storage, su del 20% a EUR1,05
Yakkyo, su dell’8,0% a EUR1,48
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Italia Growth losers
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Vivenda Group, giù dell’11% a EUR0,45
Estrima, giù del 6,5% a EUR0,09
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FTSE Small-Cap & Italia Growth performer in focus:
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Esprinet, in calo dello 0,9% a EUR4,90, giovedì ha fatto sapere di aver ampliato la propria offerta nei servizi e ha annunciato la nascita di Innovexya, la nuova business unit dedicata allo sviluppo e all’integrazione di servizi a valore.
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Arterra Bioscience sale del 5,0% a EUR2,96 dopo aver comunicato venerdì che il 2025 si è chiuso con un utile netto di EUR2,0 milioni, in crescita del 50% da EUR1,3 milioni del 2024.
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Metriks AI avanza del 5,7% a EUR3,54, dopo aver approvato i risultati del 2025, esercizio chiuso con utile di EUR600.000, raddoppiato da EUR300.000 dell’anno prima.
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Grifal raccoglie il 2,1% a EUR0,73. Venerdì ha comunicato di aver chiuso il 2025 con una perdita di EUR3,1 milioni da un utile di EUR150.260 del 2024. I ricavi consolidati si sono attestati a EUR35,4 milioni, in diminuzione da EUR37,7 milioni registrati al 31 dicembre 2024.
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Di Chiara Bruschi, Alliance News reporter
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In The Know
Alliance News mette gli abbonati “al corrente” mettendo insieme le opinioni di più analisti su una stessa società quotata, oppure confrontando i giudizi dei broker su un intero settore. Il confronto tra punti di vista aiuta gli investitori a formarsi una propria opinione.
In The Know
27 Mar 2026 08:37 GMT
IN THE KNOW: Webuild, analisti minimizzano impatto stop NEOM a Trojena
(Alliance News) – Sulla cancellazione del progetto Trojena da parte di NEOM, gli analisti convergono nel ritenere limitato l’impatto per Webuild, pur con accenti diversi.
Andrea Belloli di Banca Akros definisce la rescissione un evento negativo “per definizione”, ma ne ridimensiona l’impatto perché il backlog residuo da circa EUR2,8 miliardi vale solo una quota limitata del portafoglio complessivo e il gruppo mantiene ordini construction sopra i EUR50 miliardi. Akros aggiunge che la parte residua del progetto vale circa il 5% del backlog e avrebbe potuto contribuire per un 5-7% dell’Ebitda dei prossimi tre o quattro anni.
Enrico Coco di Intermonte è ancora più netto sul breve periodo: sottolinea che il backlog residuo di Trojena equivale a circa il 5% del totale, ricorda che i rallentamenti erano noti già dalla seconda metà del 2025 e conclude che non si attende impatti sul titolo né sulle stime di consenso.
Più articolata la lettura di Mateo Salcedo di Oddo BHF. La casa d’affari ammette che la perdita di un progetto importante è una cattiva notizia, ma sostiene che Webuild resti ben posizionata grazie a un backlog ancora superiore a EUR50 miliardi, a una presenza in Arabia Saudita che dopo questa uscita si riduce e a una diversificazione geografica che limita il rischio di ulteriori stop.
Oddo segnala anche un possibile tema di margini, perché Arabia Saudita e Italia sarebbero tra le aree più profittevoli del gruppo, ma osserva che i rimborsi e le compensazioni dovrebbero sostenere i margini nel 2026, mentre l’impatto vero si vedrebbe soprattutto dal 2027 in avanti, con possibile compensazione tramite l’accelerazione di altri contratti. Il report indica Credit Opinion Stable e Market Recommendation Buy.
Per BNP Paribas, l’analista Michele Baldelli adotta una lettura relativamente serena e sostiene che lo stop del progetto non arrivi come una sorpresa, perché le difficoltà esecutive erano già emerse e il broker aveva già incorporato nelle proprie ipotesi minori ricavi dal Medio Oriente nel 2026, stimati attorno a EUR1,2 miliardi.
BNP ricorda anche che Trojena aveva sostenuto in misura significativa la crescita del fatturato nell’area e che il Medio Oriente offre buone dinamiche di capitale circolante e margini favorevoli, ma conclude che non si aspetta una reazione negativa del mercato. In questo caso, il report fornisce entrambi i riferimenti: rating ‘neutral’ e target price a EUR2,80, con un upside indicato del 19% rispetto a EUR2,35 della chiusura di mercoledì.
Di Claudia Cavaliere, Alliance News reporter
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Affari in Piazza
La nostra rubrica esclusiva, firmata dal giornalista Francesco Bonazzi, porta in primo piano i temi dell’economia e delle società italiane.
Affari in Piazza
09 Feb 2026 13:53 GMT
AFFARI IN PIAZZA: UniCredit ai massimi storici; in Borsa prima banca
(Alliance News) – Se Banco BPM, Monte dei Paschi di Siena, BPER Banca e Mediobanca si mettessero tutte insieme per inseguire UniCredit, arriverebbero a poco meno di EUR90 miliardi di capitalizzazione. Ma l’istituto guidato da Andrea Orcel, che oggi ha presentato i conti di un 2025 da record, ormai viaggia a EUR122,4 miliardi. Ben sopra anche Intesa Sanpaolo, che in Borsa vale EUR104,3 miliardi.
Nel primo pomeriggio, il titolo UniCredit fa un balzo del 6,3% a EUR78,50. Nell’ultimo anno è salito del 67%. Alla fine di ottobre, quando aveva presentato la trimestrale precedente, UniCredit aveva raggiunto una capitalizzazione di EUR98,2 miliardi, riuscendo a scavalcare Intesa, che era a EUT97,7 miliardi.
Insomma, il 2025 avrebbe potuto essere l’annus horribilis della banca di Gae Aulenti, e invece è stato il migliore di sempre e l’ultimo trimestre è stato il ventesimo consecutivo di crescita.
In particolare, il 18 aprile 2025 il governo italiano ha emesso un decreto con il quale usava il Golden Power per bloccare l’OPS di UniCredit su Banco BPM, a seguito del quale Orcel ha ritirato l’OPS ritenendola non più vantaggiosa. Il vicepremier Matteo Salvini, sponsor del Banco BPM, aveva definito UniCredit “una banca straniera” e ora Piazza Meda è nelle mani dei francesi di Crédit Agricole.
Dopo la ritirata di UniCredit, i titoli del Banco BPM sono saliti da EUR9,20 a 12,80 con un progresso del 39%. In caso di un eventuale secondo assalto di UniCredit, la sproporzione sarebbe aumentata, con l’istituto che oggi che capitalizza 6,3 volte il Banco. La Banca Centrale Europea non era contraria all’operazione e la Commissione UE ha censurato l’uso del Golden Power.
Dal 10 luglio scorso, ovvero da quando il governo tedesco ha detto chiaro e tondo che Commerzbank sarebbe rimasta tedesca, il titolo UniCredit è passato da EUR61,12 a EUR78,80 con un rialzo del 29%. Coomerzbank, oggi passa di mano a EUR34,70 – più 1,82% – e negli ultimi sei mesi è rimasta stabile. UniCredit ne possiede il 26,5%, ma ha l’autorizzazione della BCE a salire fino al 29,9%.
“La strategia di UniCredit è abbastanza chiara”, spiega un banchiere milanese, “ed è quella di crescere per linee interne fino a un livello tale da potersi ripresentare al grande risiko delle banche europee senza che nessuno possa più fermarla”.
In effetti, se si guarda la capitalizzazione di Borsa, indice un po’ grossolano ma facilmente equiparabile e oggettivamente indiscutibile per il mercato, UniCredit, con suoi EUR122,4 miliardi ormai viaggia a distanze siderali non solo da Banco BPM – EUR19,4 miliardi -, ma anche dagli EUR25 miliardi di BPER, gli EUR27,3 miliardi di Monte Paschi e gli EUR15,3 miliardi di Mediobanca.
Anche se i paragoni tra banche e assicurazioni sono difficili, va anche detto che ormai UniCredit varrebbe più del doppio delle Generali, che oggi capitalizzano EUR55 miliardi.
A questo proposito, nell’incontro di oggi con gli analisti, Orcel ha risposto a una domanda sul Leone di Trieste (quota di Delfin in vendita) minimizzando: “Generali è uno dei nostri partner industriali, con cui parliamo regolarmente, ma non c’è niente altro”. E ha etichettato come “fantasie” i rumor relativi a contatti con il Leone di Trieste.
Il Piano “UniCredit unlimited” rivede al rialzo l’obiettivo di utile 2026 a EUR11 miliardi, dopo aver chiuso un 2025 migliore delle attese con EUR10,9 miliardi. In precedenza, la banca milanese prevedeva un target di utile di EUR10 miliardi nel 2027, mentre adesso punta a quota EUR13 miliardi al 2028.
Commentando i risultati del 2025, Orcel ha confermato che l’Italia è sempre il primo mercato di UniCredit. Per il resto, ha spiegato che la Germania è il punto di riferimento per la trasformazione in atto, l’Austria ha evidenziato buone performance e un “rinnovato slancio”, mentre l’Europa Centro-orientale conferma “efficienza e redditività”.
In totale, UniCredit è presente in 13 mercati diversi e, come ha affermato lo stesso amministratore delegato, ha le cartucce sufficienti per portare a termine con successo qualsiasi acquisizione in Europa.
Di Francesco Bonazzi, Alliance News columnist
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In Depth
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In Depth
20 Feb 2026 14:40 GMT
IN DEPTH: UPB segnala aumento deficit; effetti positivi nel breve
(Alliance News) – La manovra di bilancio 2026 aumenta il deficit nel triennio, garantisce un beneficio netto alle famiglie per circa EUR20 miliardi, determina un impatto restrittivo su imprese e autonomi e amplia gli incentivi agli investimenti senza incrementare le risorse complessive. Sul fronte previdenziale, produce effetti positivi nel breve periodo ma presenta incognite nel lungo termine.
È questo, in sintesi, il quadro che emerge dal nuovo Focus dell’Ufficio parlamentare di bilancio (UPB), dedicato agli impatti finanziari ed economici della legge di bilancio approvata il 30 dicembre scorso.
Entrando nel dettaglio, la manovra comporta un incremento dell’indebitamento netto rispetto allo scenario tendenziale pari a 0,03% di Prodotto Interno Lordo nel 2026 (EUR800 milioni), 0,2% nel 2027 (EUR5,7 miliardi) e 0,3% nel 2028 (EUR6,8 miliardi). Nel complesso, aumentano sia le entrate sia le uscite nette, con una prevalenza di spesa corrente.
Le coperture per il 2026 ammontano a EUR27,9 miliardi, di cui oltre il 20% deriva da minori spese legate alla sesta rimodulazione del PNRR. L’impatto sulla spesa netta risulta coerente con gli obiettivi programmatici di crescita dell’indicatore.
Le modifiche introdotte durante l’iter parlamentare hanno determinato un miglioramento lieve dei saldi di finanza pubblica: EUR157 milioni nel 2026, EUR243 milioni nel 2027 e EUR248 milioni nel 2028. Un contributo positivo ma contenuto rispetto alla dimensione complessiva della manovra.
Sul versante delle entrate, diversi interventi di aumento del prelievo fiscale producono effetti favorevoli nel breve periodo ma negativi negli anni successivi, senza assicurare risorse strutturali. Le misure di anticipo delle entrate migliorerebbero l’indebitamento netto tra il 2026 e il 2028 per EUR3,5 miliardi nel primo anno, EUR3,8 miliardi nel secondo e EUR1,3 miliardi nel terzo, ma determinerebbero un peggioramento dei saldi dal 2029.
Inoltre, la presenza di numerose disposizioni temporanee – con oneri pari a EUR7,6 miliardi nel 2026, EUR6,8 miliardi nel 2027 e EUR4,1 miliardi nel 2028 – espone i conti al rischio di un aggravio futuro qualora le misure venissero confermate senza nuove coperture. Una quota significativa riguarda rifinanziamenti e proroghe di interventi già adottati in passato.
Dal punto di vista distributivo, le famiglie risultano le principali beneficiarie della manovra, con un vantaggio netto di EUR7 miliardi nel 2026, EUR7,8 miliardi nel 2027 e EUR5,4 miliardi nel 2028, per un totale di circa EUR20 miliardi nel triennio. Tra le misure principali figura la riduzione di 2 punti % della seconda aliquota Irpef; complessivamente agli interventi generali sono destinate risorse nette per EUR7,9 miliardi cumulati nel periodo 2026-2028.
Di segno opposto l’impatto su imprese e lavoratori autonomi: gli interventi, concentrati soprattutto sul lato delle entrate, producono un effetto restrittivo che migliora il saldo di bilancio di EUR1,3 miliardi nel 2026, EUR5,1 miliardi nel 2027 e EUR2,7 miliardi nel 2028.
Un capitolo centrale riguarda la previdenza. La manovra introduce una riforma strutturale della previdenza integrativa, basata su incentivi fiscali – con un onere a regime di EUR30,6 milioni annui – e sull’adesione automatica per i neoassunti del settore privato. Viene inoltre ampliata la platea delle imprese obbligate a versare il TFR all’INPS, abbassando dal 2032 la soglia dimensionale da 50 a 40 dipendenti.
Superata la fase transitoria e l’iniziale incremento di liquidità derivante dai nuovi flussi di TFR, l’equilibrio tra entrate contributive e uscite per prestazioni sarà fortemente influenzato dall’andamento dell’occupazione e dai flussi di lavoratori in uscita dal mercato del lavoro. I dati attualmente disponibili non consentono di valutare pienamente la dinamica del saldo oltre il 2035.
L’anticipazione virtuale dei montanti contributivi per le pensioni anticipate genererebbe risparmi crescenti fino a EUR136,1 milioni nel 2035, mentre ulteriori EUR180 milioni annui dal 2033 deriverebbero dalla rimodulazione delle spese per lavori gravosi e usuranti.
Nel complesso, gli effetti delle modifiche alla previdenza complementare e al TFR risultano pari a EUR1,2 miliardi nel 2026, positivi ma decrescenti fino al 2032, per poi diventare negativi dal 2033 e raggiungere EUR0,9 miliardi nel 2035, delineando un profilo che richiede attenzione nel medio-lungo periodo.
Sul fronte degli incentivi alle imprese, la maggiorazione degli ammortamenti prevista dalla manovra comporterà un onere di EUR8,4 miliardi tra il 2027 e il 2034, EUR4,4 miliardi in più rispetto al testo originario. L’estensione delle agevolazioni fino a settembre 2028 garantisce maggiore certezza di pianificazione, ma a parità di risorse disponibili.
Per la ZES Unica, l’iter parlamentare ha ampliato il perimetro includendo Marche e Umbria, mantenendo invariati i fondi complessivi pari a EUR4,4 miliardi nel triennio.
Le aliquote, comprese tra il 15% e il 70%, restano soggette al meccanismo ex post che, in caso di domande superiori alle risorse stanziate, riduce proporzionalmente il beneficio effettivo, aumentando l’incertezza per le imprese.
Sono stati inoltre incrementati di EUR500 milioni i fondi ZES per il 2025, portando il beneficio medio effettivo dal 70% al 75%, e istituito un fondo di EUR1,3 miliardi per integrare i crediti d’imposta per investimenti in beni strumentali (Transizione 4.0) effettuati entro il 31 dicembre scorso.
Nel complesso, il focus evidenzia una manovra che sostiene i redditi delle famiglie e rafforza gli strumenti di incentivo agli investimenti, ma che determina un aumento del deficit nel triennio e presenta elementi di fragilità legati alla natura temporanea di diverse misure e agli effetti di lungo periodo, in particolare sul sistema previdenziale.
Di Maurizio Carta, Alliance News reporter
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Central Bank Previews - Anteprime delle banche centrali
La banca centrale taglierà, alzerà o manterrà i tassi? Con quale distribuzione dei voti? E come verrà comunicata la decisione nella conferenza stampa? Raccogliamo tutte le opinioni del mercato, insieme al contesto economico e politico delle decisioni di politica monetaria delle principali banche centrali.
Central Bank Previews - Anteprime delle banche centrali
04 Feb 2026 12:05 GMT
PREVIEW: Nessun cambio da BCE, inflazione frena ma crescita rallenta
(Alliance News) – Si prevede che la Banca Centrale Europea lascerà invariati i tassi di interesse giovedì, con i responsabili delle politiche pronti a confermare una posizione neutrale, nonostante l’accumulo di rischi al ribasso per la crescita e l’inflazione e l’intensificarsi dell’incertezza sul commercio.
La banca centrale di Francoforte annuncerà la sua decisione giovedì alle 1415 CET, seguita da una conferenza stampa con la presidente, Christine Lagarde.
I mercati stanno pienamente scontando un mantenimento dei tassi, che manterrebbe il tasso sui depositi al 2,00%, il tasso sulle operazioni di rifinanziamento principali al 2,15% e il tasso sulle operazioni di rifinanziamento marginale al 2,40%.
L’attenzione si concentrerà invece sul tono della conferenza stampa di Lagarde, sulla valutazione dei rischi da parte del consiglio direttivo da dicembre e sulla forza con cui i responsabili delle politiche respingono le speculazioni di mercato sulla prossima mossa dei tassi.
Gli analisti di tutte le banche concordano ampiamente sul fatto che febbraio difficilmente porterà a un cambiamento di politica monetaria ma avvertono che la riunione potrebbe segnare un punto di svolta nella definizione dei rischi, soprattutto se i dati sull’inflazione in arrivo e il recente apprezzamento dell’euro rafforzeranno le preoccupazioni sulla disinflazione più avanti nel 2026.
Morgan Stanley prevede che la BCE rimarrà fermamente in attesa e manterrà sostanzialmente invariati i suoi messaggi, pur riconoscendo che il contesto di rischio è peggiorato.
“Prevediamo che la BCE rimarrà in attesa la prossima settimana e manterrà invariati i suoi messaggi”, ha dichiarato la banca.
“La discussione si concentrerà probabilmente sui rischi al ribasso, concentrandosi sulla maggiore incertezza commerciale, sulla minore dinamica di crescita e sul tasso di cambio”.
La banca statunitense non ritiene che il consiglio direttivo sia pronto a segnalare ulteriori tagli o rialzi dei tassi.
“Non crediamo che il consiglio sia ancora pronto ad accogliere la richiesta di ulteriori tagli o rialzi dei tassi. Per ora, aspettiamo e vediamo, con tutte le opzioni ancora sul tavolo”, ha dichiarato Morgan Stanley.
Si prevede che le indicazioni contenute nel comunicato di febbraio rispecchino quelle di dicembre ma la conferenza stampa potrebbe assumere un tono più cauto.
“Allo stesso tempo, il contesto di rischio richiede chiaramente cautela e dovrebbe supportare la posizione di essere sufficientemente attenti e agili da reagire agli shock”, ha dichiarato la banca, aggiungendo che è probabile che la Presidente Lagarde “menzioni nella conferenza stampa l’aumento dei rischi al ribasso per la crescita legati all’incertezza”.
Morgan Stanley ha aggiunto che anche il tasso di cambio avrà probabilmente un ruolo di primo piano, dato il recente rafforzamento dell’euro e il suo potenziale impatto disinflazionistico.
L’euro scambia a USD1,1814 a metà giornata mercoledì, in rialzo rispetto a circa USD1,1741 del 17 dicembre, data della precedente decisione di politica monetaria della BCE.
Sebbene siano trascorse solo poche settimane dall’ultimo aggiornamento delle proiezioni della BCE, Morgan Stanley sostiene che il contesto macroeconomico sia cambiato a sufficienza da giustificare una nuova discussione sui rischi.
“Sebbene siano trascorse solo poche settimane dalla riunione di dicembre, molto è cambiato nel contesto macroeconomico”, ha spiegato la banca.
“Sul fronte reale, i rischi hanno iniziato a orientarsi al ribasso”.
Per quanto riguarda l’inflazione, Morgan Stanley ha affermato che il quadro è diventato più complesso.
“Diversi fattori hanno spinto in direzioni diverse da dicembre”, ha aggiunto la banca.
Il dato sull’inflazione di gennaio, pubblicato mercoledì, è “essenziale” secondo Morgan Stanley.
Queste divergenze sono emerse dai nuovi dati sull’inflazione pubblicati mercoledì. L’inflazione dei prezzi al consumo nell’Eurozona ha rallentato più del previsto all’inizio dell’anno.
Secondo l’Eurostat, l’inflazione dell’indice dei prezzi al consumo è stata dell’1,7% su base annua a gennaio, in rallentamento rispetto al 2,0% di dicembre, che è stato rivisto al rialzo dall’1,9%. Il dato di gennaio era in linea con il consenso citato da FXStreet.
Su base mensile, i prezzi al consumo sono diminuiti dello 0,5% a gennaio dopo l’aumento dello 0,2% di dicembre.
Il rallentamento è stato trainato in gran parte dai prezzi dell’energia, scesi del 4,1% su base annua a gennaio, in accelerazione rispetto al calo dell’1,9% di dicembre.
Separatamente, l’Eurostat ha dichiarato che i prezzi alla produzione dell’Eurozona sono scesi del 2,1% su base annua a dicembre, registrando un calo più marcato rispetto al calo dell’1,4% di novembre ma leggermente meno pronunciato rispetto al calo del 2,3% previsto da FXStreet. I prezzi dell’energia sono scesi dell’8,8% su base annua.
Sebbene i dati concreti rimangano sostanzialmente in linea con le ipotesi a breve termine della BCE per il quarto trimestre del 2025, i dati delle indagini si sono attenuati.
“Le indagini non indicano un’accelerazione della dinamica di crescita dell’area dell’euro all’inizio dell’anno, contrariamente a quanto previsto dalle proiezioni di dicembre”, ha spiegato Morgan Stanley, citando i PMI di gennaio.
I dati definitivi delle indagini pubblicati mercoledì da S&P Global hanno rafforzato questo segnale più debole. La crescita nell’area dell’euro ha nuovamente rallentato a gennaio, poiché il calo di slancio nei servizi ha compensato un modesto miglioramento nel settore manifatturiero, che tuttavia è rimasto in contrazione.
Il PMI composito dell’Eurozona è sceso a 51,3 punti a gennaio da 51,5 di dicembre, segnando il minimo degli ultimi quattro mesi, pur rimanendo al di sopra della soglia dei 50 punti che separa l’espansione dalla contrazione. Il dato è stato anche leggermente inferiore alla precedente stima flash di 51,5.
Anche l’incertezza sulla politica commerciale è nuovamente aumentata, a seguito delle nuove voci sui potenziali dazi statunitensi come ritorsione per le tensioni in Groenlandia, sebbene queste sembrino essersi attenuate, mentre le condizioni finanziarie più restrittive e un euro più forte sono visti come ulteriori fattori negativi.
Goldman Sachs prevede, inoltre, che la riunione di febbraio sarà priva di eventi, con tassi e comunicazioni invariati.
“La prossima riunione della BCE sarà probabilmente priva di eventi, con il consiglio direttivo che manterrà in sospeso i tassi e tutti gli altri parametri di politica monetaria”, ha dichiarato la banca statunitense.
“Questo perché i dati in arrivo sono stati sostanzialmente in linea con le proiezioni dello staff, non si sono verificati cambiamenti significativi nelle prospettive economiche e i funzionari della BCE continuano a ritenere appropriata l’attuale posizione di politica monetaria”.
Goldman si aspetta che Lagarde ribadisca per la sesta riunione consecutiva che la politica monetaria è “in una buona posizione”.
Goldman ha indicato una crescita del prodotto interno lordo nel quarto trimestre dello 0,3% su base trimestrale, superiore alle previsioni dello 0,2% della BCE, e segnali di una domanda interna più solida negli Stati membri.
Mentre gli indicatori anticipatori di gennaio sono stati più contrastanti, la banca ha spiegato che si sono mossi “sostanzialmente lateralmente”, lasciando invariate le sue previsioni di crescita.
Per quanto riguarda l’inflazione, Goldman ha dichiarato che i dati di dicembre sono stati “coerenti con le proiezioni dello staff”, sebbene stiano registrando una “piccola sorpresa al ribasso” per l’inflazione core a gennaio.
“Il nostro scenario di base è che lei sottolinei ancora una volta che la politica monetaria è ‘in una buona posizione, il che non significa una posizione fissa'”, ha aggiunto Goldman in merito al probabile messaggio di Lagarde.
Guardando al futuro, Goldman prevede che il tasso di riferimento rimarrà al 2% “per il prossimo futuro”, sostenendo che ci vorrebbe un “cambiamento sostanziale nelle prospettive economiche” affinché la BCE modifichi la politica monetaria.
Il taglio più recente è stato di un quarto di punto a giugno, a seguito di una serie di tagli dei tassi iniziati a giugno 2024. Il tasso di interesse sui depositi della BCE aveva precedentemente raggiunto il picco del 4,00% a settembre 2023, dove è rimasto fino a quando i responsabili delle politiche non hanno iniziato ad allentare la politica monetaria poiché l’inflazione ha mostrato segni di raffreddamento.
Anche ING non prevede alcun cambiamento nella politica monetaria la prossima settimana, ma avverte che i recenti movimenti valutari potrebbero rendere la riunione più interessante del previsto.
“Non prevediamo alcun cambiamento da parte della Banca Centrale Europea nella riunione della prossima settimana”, ha dichiarato Carsten Brzeski, responsabile globale della divisione Macro di ING.
“Tuttavia, il recente rafforzamento dell’euro potrebbe riaccendere il dibattito su un ulteriore taglio dei tassi”.
La banca olandese ha dichiarato che la BCE continua a trovarsi in una posizione favorevole, caratterizzata da una crescita vicina al potenziale e da un’inflazione prossima all’obiettivo. I dati da dicembre hanno ampiamente confermato questa opinione.
“Cosa c’è che non va? Beh, forse l’elevato livello di incertezza sia geopolitica che economica”, ha dichiarato Brzeski, sottolineando la discrepanza tra rischi geopolitici e performance macroeconomica.
Tuttavia, Brzeski ha spiegato che il recente apprezzamento dell’euro ha iniziato a turbare questa situazione di tranquillità.
“Se l’euro si apprezzasse ulteriormente, a un certo punto potrebbe ovviamente sorgere la necessità di reagire in termini di politica monetaria”, ha commentato il governatore della banca centrale austriaca Martin Kocher, sottolineando tuttavia che ciò sarebbe dovuto all’impatto sull’inflazione piuttosto che al tasso di cambio in sé.
ING stima che il recente rafforzamento dell’euro abbasserebbe le previsioni di inflazione della BCE per dicembre di circa 0,1 punti percentuali, spingendo potenzialmente l’inflazione complessiva al di sotto del 2% per i prossimi tre anni.
“Se l’ultima tendenza dovesse continuare e se la BCE volesse inviare un segnale che una leggera sottostima dell’inflazione è preoccupante tanto quanto una leggera sovrastima, le probabilità di un taglio dei tassi a marzo aumenterebbero chiaramente”, hanno detto gli analisti di ING.
Anche Barclays prevede una politica monetaria invariata e pochi aggiustamenti alla strategia di comunicazione della BCE.
“Prevediamo tassi di riferimento e politiche di bilancio invariati da parte della BCE e nessuna modifica sostanziale alla dichiarazione di politica monetaria”, fanno sapere da Barclays.
La banca si aspetta che Lagarde riconosca che i rischi al ribasso sono aumentati, “ma non abbastanza da giustificare un cambiamento nella strategia di comunicazione e fornire alcun tipo di forward guidance”.
Anche RBC stima che la riunione “avrà un impatto sul mercato in larga parte altalenante”.
“Senza variazioni dei tassi o aggiustamenti significativi alle linee guida, prevediamo che questa riunione della BCE sarà una delle meno volatili per i mercati degli ultimi tempi”, ha dichiarato RBC.
I recenti dati economici pubblicati la scorsa settimana offrono alla BCE un certo conforto. Il Prodotto Interno Lordo dell’Eurozona è aumentato dello 0,3% su base trimestrale negli ultimi tre mesi del 2025, superando le aspettative di un aumento dello 0,2%, mentre la disoccupazione è scesa al 6,2% a dicembre dal 6,3% di novembre.
Anche il sentiment economico e le aspettative di assunzione sono migliorati a gennaio, raggiungendo i massimi degli ultimi 12 mesi, secondo i sondaggi della Commissione Europea pubblicati giovedì.
Nonostante le opinioni divergenti sui rischi, gli analisti concordano sul fatto che l’asticella per l’azione della BCE rimanga alta.
Morgan Stanley ha dichiarato di aspettarsi che le prossime proiezioni presentino “prospettive di crescita più contenute” ma che questo da solo non sarebbe sufficiente a modificare la politica monetaria.
“Riteniamo che la BCE avrà bisogno di dati concreti che mostrino la prevista decelerazione dei salari nel 2026”, ha spiegato la banca, indicando i dati sui salari negoziati, attesi a maggio, come un input chiave.
Goldman ha analogamente sostenuto che storicamente la BCE modifica la propria politica monetaria solo dopo una deviazione persistente dalle sue prospettive di base, supportata da chiari cambiamenti nelle proiezioni.
“La questione più interessante, a nostro avviso, riguarda l’ostacolo all’azione. Il nostro recente lavoro suggerisce che storicamente la BCE ha avviato un cambiamento di politica monetaria modificando i tassi almeno due volte e di almeno 50 punti base (quando si allontanava dal limite inferiore, come accade oggi).
“Inoltre, i dati hanno solitamente subito variazioni significative (di circa 0,4 punti percentuali sia per la crescita annua che per l’inflazione) nel periodo precedente al cambiamento di politica monetaria, inducendo lo staff ad apportare modifiche di conseguenza alle proprie proiezioni”, ha aggiunto Goldman.
Per ora, tale soglia non è stata raggiunta. Di conseguenza, è probabile che la decisione di giovedì rafforzi il messaggio di pazienza e facoltatività, anche se i rischi aumentano da entrambe le parti.
Di Eva Castanedo, Alliance News reporter, e tradotto da Giuseppe Fabio Ciccomascolo
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31 Mar 2026 05:35 BST
PRESS: Montepaschi, Iss per la lista del consiglio; i dubbi della Bce
(Alliance News) – Via libera di ISS alla lista del cda per l’assemblea MPS del 15 aprile.
Come scrive il Corriere della Sera martedì, il proxy advisor, pur riconoscendo alcuni meriti alla lista di Plt Holding, ritiene non convincente un rinnovo totale del board con il ritorno del ceo uscente.
Raccomanda quindi di votare la lista del consiglio, che propone Fabrizio Palermo come CEO, e di valutare i candidati uno per uno. Sconsigliato il voto per Maione (non più indipendente dopo nove anni), Lombardi, De Simone e Caltagirone. Si apre così la possibilità di un nuovo presidente e, tra i nomi, figura quello di Corrado Passera.
Restano dubbi sui rapporti con la Banca Centrale Europea. Secondo Reuters e FT, Francoforte avrebbe riserve sui requisiti di Palermo, in particolare sull’esperienza bancaria, non considerando CDP equivalente a una banca.
La valutazione arriverà dopo la nomina del cda e potrebbe richiedere misure aggiuntive senza escludere Palermo.
In una lettera del 6 marzo, la BCE ha ribadito che il cda deve agire nell’interesse della banca e ha chiesto un ceo con solida esperienza bancaria.
Di Giuseppe Fabio Ciccomascolo, Alliance News senior reporter
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27 Mar 2026 06:00 GMT
Calendario eventi societari italiani – prossimi 7 giorni
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